[Recensione] Animal Crossing New Leaf

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Animal Crossing New LeafNon è di certo una novità che i titoli Nintendo siano cambiati e che non dedichino più ai vecchi fan della software house le attenzioni di una volta per dedicarsi ad un mercato più ampio e generico. Ne è la prova Animal Crossing New Leaf, Tobidase Dōbutsu no Mori in giapponese, un titolo atipico privo delle linee caratteristiche di un gioco tradizionale, di una storia e obiettivi prefissati. Dalla sua uscita in Giappone il gioco ha stranamente ricevuto ottime critiche, tanto che Famitsu, celebre rivista giapponese specializzata in videogiochi, gli ha attribuito il voto di 39/40. Si, indubbiamente si tratta del quarto gioco 3DS più venduto nel mondo, ma c’è da dire che, dopo l’enorme successo in terra nipponica, le aspettative erano ampie ed epiche, invece non è stato all’altezza delle critiche, rivelandosi un titolo con l’impronta dei giochi EA senza nessuna concreta velleità simulativa.

Il piccolo villaggio ospita le attività quotidiane dell’alter ego del giocatore quali la pesca, coltivazione, personalizzazione dell’arredamento e dell’abbigliamento. Un tipo di simulazione semplice e monotona, nonostante vi sia la possibilità di interagire con altri giocatori grazie al comparto online. Si sarà totalmente schiavi delle giornate che scorrono in tempo reale, infatti si potranno fare delle compere in via degli Acquisti solamente in determinati orari prestabiliti. In secondo luogo, è assiduamente presente una figura importuna, quella di Girolamo, un petulante gatto che, con la scusante di fare “soltanto” quattro chiacchiere, vorrà sapere molti dettagli della vostra vita (nome, sesso ecc) se non mere fattezze per delineare la personalità del giocatore. Per non parlare della segretaria del sindaco dalle sembianze canine dal pelo bianco ed un elegante chignon, Fuffi, personaggio ciarliero, e del primo cittadino Tortimer, la rachitica tartaruga che spesso si trova al municipio, sempre onnipresente alle feste rionali, fuggita in un isola tropicale per abbandonare la politica. Insomma, con chissà quale criterio, l’unico compito del gioco sarà quello di impersonare il ruolo di sindaco amministrando la città, ruolo similmente associabile a quello del re leone dell’Isola di Naboombu di Pomi d’ottone e manici di scopa che controllava con attenzione l’operato di tutti i suoi abitanti.

Animal Crossing New LeafNel titolo precedente, Let’s go to the City, era molto difficile ottenere l’attenzione dei cittadini, invece in Animal Crossing New Leaf è presente un enorme flusso di animali per l’accoglienza di benvenuto. Con il passare del tempo gli abitanti diverranno sempre più allegri ed impiccioni, tanto che potrebbero sembrare, per certi aspetti, degli inquietanti piccoli Chucky (“Ciao, mi chiamo Chucky, vuoi giocare con me?”), si sorridenti, ma dalla psicologia inquietante tendente a quella di un serial killer! Si pensi soltanto a Tom Nook, un subdolo e sordido affittuario della città il quale possiede un negozio che risiede sempre alla famosa Via degli Acquisti, il centro commerciale già presente nella versione Wii, obiettivamente specializzato in magheggi di ogni tipo, insomma, l’imbroglione della situazione. Della stessa pasta, anche se nettamente inferiori, gli altri commercianti, ad esempio Merino e Alpaca di Ricicla e Ricrea, specializzati in oggetti di seconda mano, o Florindo il fiorista e Sciuscià dove acquistare un paio di scarpe su misura, ed ancora, i vecchi commercianti del titolo precedente che hanno riammodernato le loro strutture quali il musicista K.K. Slider, ora con dj set al Club Lol, ed infine il bar del museo disposto a concederci un lavoretto part-time alla macchina del caffè. Ma pensiamo invece a questioni più serie: per colpa del famigerato Nook il canone d’affitto sarà incredibilmente alto, per questo motivo agli inizi bisognerà dormire sotto una tenda (stile scout!). Insomma, si è mai visto un sindaco che dorme in una tenda?

Animal Crossing New LeafLa grafica poligonale rimane stereotipata, senza nessuna caratteristica realistica, mentre molto buona è la localizzazione in italiano, ma non per questo i personaggi non son stati contraddistinti a sufficienza. Anzi, basti pensare a Miranda, la signorina “so-tutto-io” o il gallo Kalin che ha una parlata rigorosa e misurata.

Rispetto ad Animal Crossing Wild Word per DS Nintendo si ritorna alla classica visuale casalinga evitando di utilizzare il touch screen per muovere l’avatar, il che, non è affatto male. Difatti sembra una scelta appropriata ed intelligente: non si vedrà né il cielo sullo schermo superiore né il mappamondo che mostrava le case ed il terreno. Sulla schermata superiore si avrà invece l’immagine in-game e diverse schede dell’inventario. Così Nintendo decide saggiamente di lasciare poco spazio alla parte sceen per concentrarsi sui tasti frontali.

In conclusione, il titolo aveva delle enormi potenzialità, ma è stato sovraccaricato di elementi inutili che ne delineano un gameplay leggermente monotono. Risulta invece piacevole la modalità multigiocatore, grazie alla quale è possibile invitare fino a 3 amici e passare un po’ di tempo insieme nella città o nell’Isola Segreta. Nonostante tecnicamente parlando sia un gioco di altissimo livello, la mancanza di missioni e obiettivi reali da raggiungere (se non quelli di migliorare la cittadina) lo rendono ripetitivo e uniforme, anche se, a dire il vero, è ammirevole la caratterizzazione di ogni singolo personaggio con una propria ed univoca personalità, che permette di dar vita ad una stravagante ed utopistica realtà fatta di animali alias umani.

W il sindaco

Animal Crossing New LeafEssendo l’unico ed indiscusso sindaco, obiettivo primario del titolo è quello di rendere la città il luogo perfetto in cui vivere, realizzando progetti per la costruzione di opere pubbliche per nuove strutture o servizi. Perciò è necessario andare più volte da un curioso bradipo (a tutti gli effetti), Florindo il fioraio, per comprare un’ampia varietà di fiori, piante e siepi da piantare nel verde della città per aggiungere un po’ di colore, proprio come se non bastasse! Oramai bisognerà utilizzare più volte lo stylus del 3DS e annaffiare continuamente le piante con l’apposito annaffiatoio da comprare all’inizio del gioco. Procurarsi i soldi richiede però una lunga e noiosa procedura, infatti è necessario trovare mele, pesci, insetti e conchiglie da vendere poi in uno dei negozi di Via degli Acquisti.

La struttura

Animal Crossing New LeafCambia la struttura del gioco, infatti il villaggio confina con il mare almeno su due versanti (sud-ovest). Tuffandosi sarà divertente cercare crostacei o stelle marine equipaggiati con la muta nell’acqua limpida dell’oceano dell’Isola di Tortimer. Piuttosto è interessante visitare New York insieme al pazzoide gatto chiamato Charly. Questo personaggio s’incontrerà la prima volta sul treno del viaggio d’andata e sarà così curioso da fare continue domande sulla vostra vita privata. Invece è simpatico poter intrufolarsi nel Tramway utilizzando liberamente sia l’accesso del centro-nord che quello all’isola segreta del Sud, ma, dall’altra parte, il paesaggio è sovracaricato di falesie che “dovrebbero” dare un tocco di classe all’ambientazione esterna, abbinate alle infrastrutture (ponti, lampioni, banche, ecc) che man mano, durante il corso del gioco, aumenteranno grazie alle funzioni di sindaco.

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Appassionata di giochi di ruolo giapponesi, genere che ha scoperto grazie alla saga Final Fantasy e approfondito con i capolavori usciti negli ultimi anni, s’interessa al retrogaming, rigiocando vecchie glorie come Monkey Island, Prince of Persia o vecchi capolavori marchiati Nintendo. Antonella comincia il suo percorso giornalistico in Italia, lavorando con Gamerepublic, PS Mania e Pokémon Mania. Si trasferisce in Francia per studiare la programmazione web : grazie a questo percorso anomalo ecco che nasce Gamespeed.
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  1. Fare il sindaco è fuffissimo ! xD

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