[Recensione] Another World

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Come molti giochi di avventura memorabili, Another World comincia con una vicenda piuttosto insolita : Lester Knight Chaykin, un giovane genio della fisica, scende nel suo laboratorio sotterraneo, per lavorare ad una sequenza del suo esperimento con un acceleratore di particelle. Avviata la sequenza sulla sua console e lanciato l’acceleratore particellare, immediatamente prima che il flusso di particelle raggiunga la destinazione prevista nel macchinario, un fulmine colpisce il laboratorio interferendo con l’acceleratore e provocando una imprevista carica energetica delle particelle che teletrasporta istantaneamente il Professore Chaykin in un altro mondo alieno.

Primo e grande successo dello sviluppatore francese Eric Chahi, Another World simboleggia un progresso tecnico – è uno dei primi giochi ad utilizzare l’immagine vettoriale per dar vita a delle cinematografie – e un nuovo tipo di avventura, per la sua narrativa e per le idee di messa in scena.

Il creatore ha preferito l’esoterismo alla chiarezza, la potenza visuale a quella delle parole. Il gioco ci trasforma in turisti stupefatti dal suo universo ed allo stesso tempo in sopravviventi legati alla paura del mondo esterno e alla fuga permanente.

Il fattore cinematografico è sottolineato non tanto dall’introduzione, favolosa per i tempi, ma dal fatto che il gameplay e gli intermezzi si susseguono senza alcuna pausa, dando quindi un senso di continuità assoluto e togliendo il fiato al giocatore, come solo un buon film è in grado di fare. I decori dipinti ed il taglio cinematografico evocano Star Wars ma anche il fumetto di Richard Corben o Moebius, Another World resta unico per il semplice paradosso che incarna : raccontare un’avventura spettacolare e ricca di sorprese e colpi di scena, nel modo più silenzioso possibile.

Buono

  • Fattore cinematografico
8.9

Grande

Appassionata di giochi di ruolo giapponesi, genere che ha scoperto grazie alla saga Final Fantasy e approfondito con i capolavori usciti negli ultimi anni, s’interessa al retrogaming, rigiocando vecchie glorie come Monkey Island, Prince of Persia o vecchi capolavori marchiati Nintendo. Antonella comincia il suo percorso giornalistico in Italia, lavorando con Gamerepublic, PS Mania e Pokémon Mania. Si trasferisce in Francia per studiare la programmazione web : grazie a questo percorso anomalo ecco che nasce Gamespeed.
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1 Commento

  1. Un capolavoro assoluto !

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