Control, la recensione

Segui Acquista ora
9

Stupefacente

La recensione di Control: una ragazza con un passato misterioso, un’agenzia che controlla i fenomeni paranormali e una forza proveniente da un’altra dimensione.

Il nuovo gioco di Remedy Entertainment, per PC, PlayStation 4 e Xbox One, propone un viaggio inquietante, a tratti onirico, che si sviluppa fra i corridoi di un grosso edificio nel centro di New York così come nella psiche della protagonista, Jesse Faden. In un mondo misterioso e affascinante Control ripropone alcune suggestioni di Alan Wake e Quantum Break, titoli che hanno permesso al team di sviluppo di farsi conoscere. Infatti troveremo dei personaggi a dir poco fuori dal comune e anche dei nastri e videocassette che propongono, a chi lo desidera, un approfondimento dei temi trattati e una serie di retroscena.

 

Che la storia abbia inizio

Jesse Faden era una ragazza semplice, almeno fino a quando il destino non l’ha portata, insieme a suo fratello Dylan, a visitare per gioco una discarica in una cittadina chiamata Ordinary. I due di certo non si sarebbero aspettati di entrare in contatto con un avvenimento paranormale di dimensioni enormi, così grande da attirare l’attenzione dell’FBC, il Federal Bureau of Control, un’organizzazione segreta nata per esplorare e studiare tutti gli effetti paranormali del mondo.

Per motivi di cui non vogliamo parlarvi per evitare gli spoiler, Jesse riesce a fuggire, mentre Dylan viene rapito dalla stessa FBC. Cresciuta, ormai divenuta una donna, Jesse cerca in tutti i modi di risalire a questa organizzazione, fino a quando un “aiuto” non la porta alla Oldest House di New York, un luogo onirico che sembra non esistere e che solo lei, a quanto pare, riesce a vedere.

I primi minuti dell’esplorazione la portano ben presto a trovare l’Arma di Servizio, una potente pistola in grado di cambiare aspetto e caratteristiche in maniera dinamica, un cosiddetto oggetto del potere che solo il Direttore o chi è degno di esserlo può impugnare.  Jesse riesce quindi a utilizzarla, diventando la nuova direttrice, scoprendo al contempo che l’interno dell’edificio è “corrotto” da una forza soprannaturale chiamata Hiss. Questo è come un sibilio che entra nella testa delle persone e le “contagia” portandole alla pazzia. Sempre per un motivo di cui non possiamo dirvi, Jesse riesce a resistere a questa forza maligna e a rimanere con la propria umanità intatta.

Control

Control è un action – metroidvania in terza persona, nuova proprietà intellettuale di Remedy, software house nota per aver sviluppato Max Payne, Alan Wake e Quantum Break.

Inizia così il viaggio all’interno della Oldest House per trovare Dylan e scoprire la provenienza di questo “Hiss” e di un modo per sconfiggerlo, grazie anche all’aiuto di una serie di personaggi carismatici e unici nella loro rappresentazione.

La storia, di una durata di almeno 11 ore, si districa così in un vortice di momenti importanti, colpi di scena e situazioni imprevedibili che culminano in un finale forse un po’ prevedibile, ma senz’altro ben scritto. La scrittura di Sam Lake esalta in maniera decisiva tutta l’arte visionaria di Control, ponendo riferimenti culturali di enorme spessore, mescolando cinema, letteratura, e serie tv, facendo inevitabilmente l’occhiolino a Twin Peaks (e non solo), l’opera televisiva più amata e apprezzata dello stesso autore finlandese che già esaltò in Alan Wake.

Se tutto questo non dovesse bastare, il team francese ha lavorato per far si che la storia si presentasse all’interno di un universo di gioco realistico e originale. Lo dimostrano le missioni secondarie e l’infinita scia di documenti presenti all’interno delle aree di gioco, ognuno necessario per approfondire la lore e tutti i personaggi primari e secondari della vicenda. Non mancano inoltre easter egg dedicati ai precedenti giochi Remedy che sicuramente verranno apprezzati da tutti i fan dello studio.

Insomma Control è un videogioco action fondato su una fortissima rappresentazione culturale, che pesca i suoi riferimenti da svariati prodotti del mondo dell’intrattenimento. Considerando il tema, il livello di scrittura e l’universo in cui siamo calati, la nuova proprietà intellettuale di Remedy è molto probabilmente l’opera videoludica più complessa mai realizzata dal team finlandese, forse anche più dello stesso Alan Wake e fa piacere riconoscere che il tutto funziona perfettamente, spingendoci a giocarlo più volte per apprendere nel dettaglio ogni singolo particolare sfuggito in una partita precedente.

 

I poteri e le armi

Control non inventa nulla di nuovo, ma è proprio attraverso la sua semplicità che riesce a unire quanto di buono Remedy ha costruito in questi anni.

Jesse, in seguito ad un misterioso incidente avvenuto durante la sua infanzia, ha acquisito dei poteri soprannaturali. Scovando i cosiddetti Oggetti del Potere all’interno della Oldest House, e liberandoli dai suoi vincoli, è in grado di incanalarne le proprietà al fine di sviluppare nuove abilità. Abilità che sono facoltative e che potreste anche non sfruttare del tutto per arrivare ai titoli di coda, ma che innegabilmente danno un grande aiuto nelle fasi più avanzate.

Tra queste, esiste la possibilità di levitare per pochi secondi e porsi in una posizione di vantaggio, oppure scagliare gli oggetti addosso ai nemici tramite la telecinesi, o ancora, schivare alla velocità della luce o creare una sorta di muro protettivo formato da detriti e calcinacci. Oltre a ciò, Jesse ha in dotazione un’arma di servizio che può mutare la sua forma, passando da una pistola con proiettili standard ad altre che includono la possibilità di perforare pareti e armature, di esplodere come granate e di aumentare a dismisura la cadenza di fuoco. Sia i poteri, sia i colpi sparati hanno pochi secondi di cooldown, motivo per cui sarà necessario alternarli con attenzione per evitare di rimanere sguarniti nel momento del bisogno.

Control di Remedy: i poteri

La nuova proprietà intellettuale dello studio finlandese, Control, è stata annunciata durante l’E3 2018 e subito ha colpito per il suo fascino criptico.

Quindi, come detto in precedenza, la prima configurazione è una semplice pistola semiautomatica, e in tutti i casi i proiettili sono infiniti ma il caricatore no: dopo una sequenza di colpi bisogna attendere qualche istante per il ripristino delle munizioni.

Esistono tuttavia tantissime mod che possiamo sbloccare, recuperandole in maniera casuale da casse e nemici e che migliorano i vari aspetti dell’arma: potenza di fuoco, capienza del caricatore in varie condizioni, stabilità, ingrandimento della mira e così via. Le più potenti sono poi specifiche per determinate configurazioni dell’arma. Lo stesso sistema si applica anche alla protagonista: troveremo quindi mod che ne migliorano le caratteristiche fisiche e ne potenziano le abilità che potremo acquisire entrando in contatto con specifici Oggetti del Potere.

 

Il gameplay

Sulle prime il gameplay di Control comunica una sensazione di scivolosità, forse anche per via di un set di animazioni curato ma non ai livelli delle produzioni più blasonate. La medesima sensazione caratterizza alcuni momenti e alcune meccaniche, specie durante i combattimenti, a sottolineare forse la mancanza di un’opera di rifinitura davvero certosina. Ad ogni modo, arma in pugno Jesse sa farsi valere e il gunplay dà grandi soddisfazioni, evitando eccessive semplificazioni e rivelando fin dalle prime battute un substrato strategico importante. Il fatto che l’Arma di Servizio abbia bisogno di tempo per ricaricarsi infatti, ci obbliga a pianificare bene gli attacchi, concentrando il fuoco su di un singolo bersaglio alla volta, meglio se con qualche headshot, per poi spostarci rapidamente o trovare riparo dietro un muro o una scrivania. C’è una grande interazione con l’ambiente e questo reagisce alla violenza degli scontri in maniera spettacolare, con fogli che volano, pezzi di cemento che si staccano dalle pareti e quant’altro in una danza che diventa più caotica man mano che i nemici si moltiplicano e allo stesso modo aumentano gli approcci a nostra disposizione per contrastarli.

A proposito di strategia, è possibile equipaggiare unicamente due configurazioni dell’Arma di Servizio per volta, alternandole tramite la pressione del pulsante quadrato sul controller e scegliendo come detto fra cinque varianti: una pistola semiautomatica, un fucile a pompa, una mitragliatrice leggera, un colpo di precisione e uno esplosivo. I poteri telecinetici sono invece equipaggiati tutti contemporaneamente, hanno un indicatore che ne evita l’abuso e aggiungono ulteriore varietà all’azione dando vita a combinazioni letali da applicare soprattutto agli avversari più ostici; ad esempio quelli corazzati o capaci di rigenerare la propria energia vanno prima colpiti con il lancio di un oggetto e poi finiti sparandogli.

L’intreccio di tutte queste capacità, che vengono sbloccate man mano che avanziamo nella storia, va a costruire un repertorio sufficientemente ampio e variegato, che diventa un piacere impiegare contro le forze del Sibilo pur senza mai attaccare a testa bassa: il fuoco nemico fa male e Jesse non ricarica la propria salute automaticamente, bensì ha bisogno di raccogliere i piccoli frammenti di energia lasciati a terra dalle sue vittime, pena il game over. In quel caso, si ricomincia dall’ultimo punto di controllo conquistato, il che conferisce all’esperienza quella connotazione “territoriale” di concerto con l’approccio in stile metroidvania alle nuove aree della mappa, visitabili solo dopo aver ottenuto determinati oggetti o livelli di autorizzazione. Capita che il checkpoint possa essere un po’ distante da dove siamo morti, ma fortunatamente nel caso di sequenze particolarmente complesse, le uccisioni messe a segno vengono memorizzate obbligandoci soltanto a ripercorrere un po’ di strada.

ControlNon abbiamo parlato a caso di metroidvania, perché la struttura di Control utilizza quel tipo di formula in maniera palese e abbondantemente dichiarata, spronandoci a esplorare la sede dell’FBC e a capire come raggiungere determinate zone, nonché consegnandoci tesserini di grado progressivamente più alto per accedere a nuove location. I punti di controllo a cui abbiamo fatto cenno poc’anzi vanno spesso conquistati “esorcizzando” l’influenza del Sibilo e dando vita a una sequenza molto spettacolare, in cui la realtà viene ripristinata nella propria forma naturale e assistiamo dunque a mura e oggetti che si riconfigurano, un po’ come accade in alcune scene di Inception o Doctor Strange.

Attivandoli è possibile ottenere nuovamente tutta la salute, accedere alle mod e ai potenziamenti per le abilità telecinetiche, cambiarsi eventualmente d’abito (ma solo dopo aver completato la storia) e, soprattutto, utilizzare lo spostamento rapido verso qualsiasi altro checkpoint. La campagna è composta da una decina di missioni principali che vengono però affiancate da numerose quest secondarie, incarichi assegnatici da alcuni personaggi di spicco (come il già citato Ahti l’inserviente, ma anche ufficiali dell’agenzia) che possiamo portare a termine prima o dopo aver concluso la storyline centrale, così magari da lasciare qualcosa per l’endgame. Procedendo dritti e concedendosi pochissime distrazioni si arriva ai titoli di coda nel giro di quindici ore, ma come detto a quel punto rimane ancora tanto da fare.

Per quanto riguarda invece i nemici, gli sviluppatori hanno fatto alcune scelte interessanti ma un po’ controverse. Gli avversari che ci troveremo di fronte nelle missioni principali sono sempre e comunque soldati dell’agenzia corrotti dall’influenza malvagia, e si dividono in varie tipologie che includono unità corazzate, cecchini, uomini volanti con o senza carrozzella che ci lanciano addosso di tutto, sfere di energia che si spostano rapidamente, creature esplosive, miniboss armati di lanciagranate o barriere telecinetiche, e infine “rapaci” in grado di teletrasportarsi. Per imbattersi nella concezione tradizionale di boss bisogna invece spulciare le quest secondarie, ritrovando ad esempio degli oggetti speciali che per essere neutralizzati richiedono un combattimento in una dimensione alternativa: un ottimo modo per spronarci a tornare sul gioco, togliendo però qualcosa al percorso principale.

 

Conclusione

Control è la chiara evoluzione degli elementi che Remedy Entertainment aveva inserito in Alan Wake e Quantum Break. E’ un titolo sorprendente, bello e spettacolare che offre un’esperienza coerente e abbastanza solida. Anche sul piano narrativo riesce a proporre idee molto interessanti e originali, con un’ambientazione meravigliosamente brutalista, ma che sul lungo andare risulta abbastanza ripetitiva. Al di là di questo, il gameplay solido e l’ottimo comparto tecnico non fanno altro che confermare la bontà di un titolo che non solo getta potenzialmente le basi per una saga importante, ma da vita a una nuova papabile icona femminile. Il lavoro è concluso dal progressivo mix di armi e poteri: iI valore dell’esplorazione e dei segreti da scoprire, l’ampia gamma di quest secondarie e un’ottima realizzazione tecnica ci offrono infine un prodotto convincente e interessante.

Buono

  • Armi e poteri, un mix spettacolare
  • Storia affascinante e originale, narrazione per gran parte riuscita
  • Tante missioni fra principali e secondarie
  • Graficamente e tecnicamente di ottimo livello
  • Gameplay solido
  • Universo di gioco visionario e ben scritto
  • Attualmente, il miglior videogioco a sfruttare il ray tracing

Insufficiente

  • Poco rifinito in alcuni frangenti
  • Si poteva osare di più con i nemici
  • Niente doppiaggio in italiano
  • Poca varietà di ambientazioni, nemici e armi
  • Su PS4 standard si registrano diversi momenti in cui il gioco scatta
9

Stupefacente

Appassionata di giochi di ruolo giapponesi, genere che ha scoperto grazie alla saga Final Fantasy e approfondito con i capolavori usciti negli ultimi anni, s’interessa al retrogaming, rigiocando vecchie glorie come Monkey Island, Prince of Persia o vecchi capolavori marchiati Nintendo. Antonella comincia il suo percorso giornalistico in Italia, lavorando con Gamerepublic, PS Mania e Pokémon Mania. Si trasferisce in Francia per studiare la programmazione web : grazie a questo percorso anomalo ecco che nasce Gamespeed.
Media valutazione utenti Scrivi una recensione 0 Recensione/i
0
0 voti
Tasso
Inoltra
La tua valutazione
0

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi attributi e tag HTML: <a target="" href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong> <img src="" height="" width="" alt="" title=""> <table border="" style=""> <iframe frameborder="" allowfullscreen="" src="" width="" height=""> <div class=""> <tbody style=""> <tr style=""> <td style=""> <sub> <sup> <pre lang="" line=""> <ul style=""> <ol style=""> <li style=""> <span class="" style=""> <noindex>

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Password dimenticata

Vai alla barra degli strumenti