[Recensione] Earthworms

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Earthworms, un gioco punta e clicca che narra la storia di Daniel White, un detective alle prese con un caso legato a misteriosi fenomeni paranormali.

EarthwormsSviluppare videogiochi e diventare un indie game developer è un’arte difficile e complicata. Non soltanto perché le barriere della solitudine sono un ostacolo per il  progetto, ma anche perché si pensa molto spesso che si sia costretti a dover creare un gioco innovante ma allo stesso tempo old school . Guardando qua e là su Steam potrete trovare un’infinità di giochi in pixel-art, ma nella maggior parte dei casi si tratta di mere copie abbastanza bruttine e mal ideate dei titoli che animavano la nostra infanzia.

Oggi vorremo concentrarci su un nuovo titolo abbastanza particolare, che a prima vista potrebbe non saltare agli occhi. E’ un videogame uscito da poco che, una volta tanto, canta fuori dal coro, e lo fa dannatamente bene : Earthworms. Un gioco indipendente creato dal team di All Those Moments (Bouncy Bob) e pubblicato da Ultimate Games e PlayWay.

Tra la realtà e l’ aldilà

EarthwormsLa storia si basa sulle vicende di Daniel White, un detective che ha come missione quella di ritrovare una giovane ragazza scomparsa da un piccolo e strano villaggio di pescatori. Tuttavia, la situazione diventa velocemente complicata e il detective si trasforma in un personaggio molto più cupo e misterioso. Man mano che il gioco progredisce in luoghi diversi, i misteri si approfondiscono e le cose iniziano a diventare eccentriche.

Quasi come se fosse  una cospirazione globale, ogni luogo non fa altro che far salire la tensione. Il livello di dettaglio e passione che è stato iniettato in questo progetto è evidente, con una varietà di ambienti e meccaniche di gioco che spaziano dall’esplorazione, al mini-gioco inventivo per risolvere puzzle, allo sviluppo di personaggi significativi.

Gli sviluppatori hanno assegnato al gioco il seguente motto shakespeariano : “Ci son più cose in cielo e in terra che non sogni la tua filosofia.

“Il mondo di Daniel White non è unidimensionale. I giocatori incontrano elementi sia di orrore e gore che di surrealismo e commedia. Questa visione dovrebbe attirare i fan dei giochi con ambizioni artistiche e fan di fantascienza. Molto probabilmente anche gli appassionati delle vicende di Fox Mulder o del clima di Twin Peaks e Donnie Darko si sentiranno a loro agio” – afferma il game designer Wojciech Witowski, responsabile della produzione.

Il gioco offre circa 4-5 ore di divertimento e, grazie alle istruzioni intuitive, chiunque potrebbe decidere di provare l’esperienza.

Point and Click allo stato puro

EarthwormsEarthworms è, da un punto di vista del gameplay, estremamente classico nell’impostazione dei controlli, tipicamente da punta e clicca, che consentono di interagire con i vari livelli di gioco unicamente tramite determinati oggetti, casseforti, interruttori e quant’altro, per proseguire nel corso della storia. Per risolvere questi puzzle molto spesso ci si troverà a dover sfruttare i vari oggetti di gioco raccolti nel corso dell’avventura, combinando a volte due o più elementi. Come spiegano gli autori del gioco, in pratica si tratta di un mix di puzzle logici e azioni basate sull’interazione con gli oggetti, proprio come Machinarium di Amanita Design. Per sua stessa definizione infatti  un’avventura grafica deve avere dei puzzle da risolvere, ed anche in questo piccolo capolavoro di All Those Moments la quantità di questi enigmi, spesso difficilissimi e complicati, è davvero considerevole e predominante, considerando soprattutto la storia semplice ed essenziale che si sviluppa pian piano. Unico punto negativo, rispetto al titolo di Amanita Design, è la mancanza di indizi e aiuti per progredire nell’avventura.

Quel che colpisce al primo impatto di questo piccolo, grande, gioco è l’aspetto visivo ideato dal team creativo, che ci trasporta in un mondo di misteri completamente disegnato a mano e dipinto magistralmente. 34 luoghi differenti con prospettive uniche, ispirati dal lavoro di Edward Hopper, uno dei più importanti artisti americani del 20° secolo, che presentano un lavoro di concept design ricco di manualità e, soprattutto, forte di una fantasia horror.

Un altro elemento molto importante del gioco è anche l’ambientazione musicale. Piotr Surmacz, un compositore che ha già lavorato a giochi meno ambizioni, oltre a numerosi documentari e cortometraggi, è il responsabile della colonna sonora. Quest’ultimo ha a accuratamente manipolato musica e ambientazione per proporre una correlazione inseparabile tra i due codici creando cosi uno stato ipnotico in perfetta simbiosi con le immagini.

Il verdetto di Gamespeed

The Earthworms mette i brividi e attraverso una cruda miscela di orrore, bellezza, intensità e stranezza. Il gioco riequilibra vari temi emotivi in una narrativa ristretta, che ricorda un grande romanzo giallo, e dimostra, ancora una volta, come le idee e la creatività nel mondo dei videogame riescano ancora oggi a stupire il pubblico, nonostante il mercato videoludico attuale sia governato dalla grafica e dalla rincorsa verso le ultime evoluzioni tecnologiche. Nel suo piccolo, ed in un genere che sta purtroppo andando a scomparire, l’opera di All Those Moments brilla per originalità, grazie ad indubbie qualità ed a ore di enigmi e divertimento, per un videogioco ricco di spunti veramente molto interessanti. Si tratta indubbiamente di un titolo unico, degno di nota, capace di aprire sul mondo uno sguardo più attento.

Buono

  • Esplorare e interagire con 34 luoghi dipinti e ispirati dal lavoro di Edward Hopper
  • L'avventura : un mondo misterioso che mescola temi surrealistici e scientifici
  • Una colonna sonora particolare ed emotiva
  • Puzzle complicati supportati da un inventario

Insufficiente

  • Longevità
  • Pochi indizi e aiuti
8.7

Grande

Appassionata di giochi di ruolo giapponesi, genere che ha scoperto grazie alla saga Final Fantasy e approfondito con i capolavori usciti negli ultimi anni, s’interessa al retrogaming, rigiocando vecchie glorie come Monkey Island, Prince of Persia o vecchi capolavori marchiati Nintendo. Antonella comincia il suo percorso giornalistico in Italia, lavorando con Gamerepublic, PS Mania e Pokémon Mania. Si trasferisce in Francia per studiare la programmazione web : grazie a questo percorso anomalo ecco che nasce Gamespeed.
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