Final Fantasy XV

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Final Fantasy XV è maschilista ?

Final Fantasy XV

Ho pensato a lungo a ciò che non mi piaceva nel nuovo capitolo di Final Fantasy.
Perché tutti amano il gioco di Square Enix mentre io e soltanto io mi logoro interiormente per capire cosa non mi piaccia ?
Ho ottenuto la mia risposta pensando al team del gioco. Secondo il mio parere infatti siamo tornati all’epoca medievale nonostante il decoro sia totalmente moderno. Iniziamo a giocare con quattro ragazzi, uno fra i quali è il principe chiamato a deporre l’usurpatore e diventare re, i quali hanno come missione di portare a termine un matrimonio.

La mia testa pensa : “Ok, re, principe, guerre, principessa uguale trofeo“.

Square Enix è intelligente e sa che cosa il pubblico ama. Questa volta, avendo paura di perdere l’approvazione del popolo maschile seguito alle critiche fatte alla saga di Lightning, ha deciso di adottare una strategia diversa e mettere da parte il mondo femminile. E questa attenzione, è colpa delle donne geek, perché restiamo sempre zitte e nel settore non diciamo mai cosa pensiamo. Non avendo il nostro feedback, il publisher ha privilegiato i commenti che ha ricevuto prima di iniziare lo sviluppo del gioco.

Ripenso a grandi capitoli come Final Fantasy VII e Final Fantasy VIII che amavo per il legame fra una squadra si molto differente ma unita nelle difficoltà, personaggi che ho adorato uno ad uno e che mi hanno fatto passare moltissime ore davanti alla mia PlayStation. Non c’era nessuna distinzione fra uomo o donna, tutti avevano il proprio ruolo ed erano sullo stesso piano.

Oggi accendo la PlayStation, lancio Final Fantasy XV e … nessun interesse.

Il titolo è stato acclamato dalla critica nazionale ed internazionale, può vantare di meccaniche di gioco straordinarie e di una grafica da spezzare il fiato, ma ciò che mi ha fatto riflettere è stata una recensione eccellente, anzi direi la migliore, di un collega che stimo ed apprezzo enormemente.

Ha scritto il seguente passaggio :

“Noctis e compagnia saranno anche guerrieri con poteri sovrumani, ma fuori dalla battaglia sono persone come noi, esseri umani con i loro pregi e i loro difetti, i loro punti di forza e le loro debolezze, ed è questo il motivo per cui, da giocatore, ho investito il mio tempo e la mia attenzione nei loro confronti. […] Devo dire che della storia mi hanno colpito molto di più i momenti camerateschi tra amici, piuttosto che la grandeur degli obblighi reali ed eroici. È la magia dei personaggi e dei dialoghi che riesce rendere ancora più interessante un’ambientazione già di per sé magnetica .”

Ed ha ragione, il fortissimo legame fra i quattro amici è il punto centrale della storia, ed è per questo motivo che, in quanto donna, mi domando : “Si meraviglioso, ma perché nel gruppo non c’è nemmeno una donna ? Perché non si può riprodurre il forte legame che esisteva fra Quistis e Squall senza forzatamente alludere ad una storia d’amore ?“.
Ribadisco la risposta : Square Enix ha visto il problema che è scaturito al lancio di Final Fantasy XIII, il mondo maschile infatti non aveva per niente amato il fatto che una donna potesse essere la protagonista di uno dei giochi di ruolo più amati di sempre, per questo li ha accontentati creando un nuovo Final Fantasy ricco di momenti fra amici, un gioco che attenzione apprezzo enormemente tanto da mettergli nove su dieci.

E’ necessario dunque che io tragga la mia impressione conclusiva, ponendo maschilismo e femminismo sullo stesso piano, in quanto “è come mettere sullo stesso piano fascismo ed antifascismo”. Qualcuno ha decontestualizzato il mio pensiero. Peraltro non nascondo di aver subito l’indignazione di qualche amico. Ma sono della ferrea convinzione che oggigiorno si debba fare uno sforzo nel mondo dei videogiochi, siamo due sessi, ed i due meritano di essere sullo stesso piano.

Appassionata di giochi di ruolo giapponesi, genere che ha scoperto grazie alla saga Final Fantasy e approfondito con i capolavori usciti negli ultimi anni, s’interessa al retrogaming, rigiocando vecchie glorie come Monkey Island, Prince of Persia o vecchi capolavori marchiati Nintendo. Antonella comincia il suo percorso giornalistico in Italia, lavorando con Gamerepublic, PS Mania e Pokémon Mania. Si trasferisce in Francia per studiare la programmazione web : grazie a questo percorso anomalo ecco che nasce Gamespeed.
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