Octopath Traveler, la recensione

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9

Stupefacente

9.5

Media utenti

Chi vi scrive attualmente è una vecchia anima. E’ un’amante del genere JRPG che non si è ancora abituata al multiplayer online, una di quelle che non sono riuscite ad accettare l’ascesa degli sparatutto come genere più popolare al mondo, una giocatrice che preferisce passare ore ed ore davanti al suo gioco single-player e incrementare la forza e difesa dei suoi personaggi. La progressiva scomparsa di questo genere ha avuto inizio diversi anni fa. Ciò non vuol dire, però, che il mercato si sia completamente assuefatto a tali meccanismi produttivi : ci sono ancora titoli che resistono strenuamente capaci di incantarci e di riportarci all’epoca di Final Fantasy, Dragon Quest e Chrono Trigger.  Ed è proprio a questa categoria di utenti che si rivolge Octopath Traveler, nuova proprietà intellettuale di Square Enix uscita a maggio su Nintendo Switch. L’ultima fatica di Square Enix e Acquire ci ha sorpreso e meravigliato, riportando alla memoria ricordi d’infanzia e offrendo nuove idee di gameplay, scelta di sicuro non banale per un certo tipo di produzioni.




Otto storie, otto eroi

Il tema portate di Octopath Traveler è il viaggio. Ognuno degli otto protagonisti ha un motivo per mettersi in cammino. La vendetta così come la curiosità, la speranza come la responsabilità, il desiderio o l’avidità. Ogni individuo è mosso dal proprio obiettivo, ogni personaggio ha un dolore da superare. Non parlano molto fra di loro, gli eroi di Octopath Traveler, ma va bene così. C’è bisogno di fiducia reciproca, di un obiettivo comune per fidarsi di chi cammina al proprio fianco, cosa che la nuova produzione di Square Enix non assicura già dalle prime battute.

Octopath TravelerIl giocatore sceglie uno di questi eroi all’inizio del gioco e, lentamente, inizia a completare il proprio party facendo la conoscenza di tutti i restanti personaggi giocabili. Così, per le prime otto o nove ore di gioco, ci si dovrà spostare di città in città per aggiungere al proprio gruppo un nuovo eroe, ognuno dei quali incarna una differente classe e porta con sé una diversa missione da completare. La scelta del primo eroe, tuttavia, influenza in maniera significativa l’intero gioco, in quanto esso dovrà restare presente nel party durante le otto quest principali e secondarie. Poco male: le classi sono diversificate, e i quattro eroi che costituiscono la squadra riescono potenzialmente sempre ad offrire le giuste combinazioni per affrontare ogni sfida. Inoltre nel processo di acquisizione di tutti gli eroi ci si trova ad avere a che fare con una curva di apprendimento abbastanza simpatica che permette di potenziare al meglio il proprio personaggio.

Una volta ottenuti tutti gli eroi, si sceglie con quale quest principale procedere e ci si butta alla volta del nuovo capitolo di gioco, dove la difficoltà sale in maniera esponenziale. Siamo dunque passati da una situazione in cui un party di livello diciannove affrontava nemici di livello undici, a una ben più preoccupante area di livello ventitré che abbiamo affrontato a livello ventuno. Stremati ma contendi di aver ottenuto gli otto eroi, ci siamo ben visti da praticare del grinding per giungere al livello corretto, ma con un po’ di fatica siamo riusciti a proseguire e a completare anche questo secondo capitolo. Così, ci siamo spostati verso il secondo capitolo di un altro eroe, e così via, giungendo al secondo capitolo dell’ottavo eroe decisamente sovralivellati. Se ne deduce un problema di bilanciamento del gioco strettamente legato alla suddivisione della trama in otto quest principali, che inevitabilmente portano il giocatore ad alternarsi tra momenti di vera sfida e momenti più rilassati, quasi tediosi.

Octopath Traveler non è stato scritto come una sceneggiatura lineare, ma intervallato e frammentato in capitoli, ognuno dedicato a un diverso personaggio. Ciascuno degli otto eroi ha il proprio percorso da seguire, sentiero che, almeno nelle prime battute, si intreccia raramente con quello dei propri compagni d’arme, praticamente solo grazie a scenette di dialogo esterne alla narrazione (un po’ come accade nei Tales Of, dove è possibile leggere un dialogo “accessorio” fra due membri in determinati momenti). All’inizio dell’avventura, cioè dopo aver completato il capitolo introduttivo del personaggio scelto, la mappa del mondo si aprirà ai giocatori in maniera completamente libera, offrendo un open world sui generis.
Arrivando nelle varie città che tappezzano il continente di Orsterra sarà possibile iniziare il capitolo introduttivo del protagonista che abita quel determinato villaggio: l’eroe di turno è fermo in mezzo alla piazza, in attesa di poter narrare il proprio racconto – sempre e costantemente incentrato sul tema del viaggio iniziatico – e diventare così nostro alleato. Nel momento in cui la storia andrà a focalizzarsi sul nuovo arrivato, i personaggi precedentemente incontrati, incluso l’avatar del giocatore, scompariranno dalle cut scene, ritornando soltanto nel momento in cui bisognerà esplorare il dungeon dell’occasione. La frammentarietà del racconto, almeno nella prima porzione di gioco, viene inoltre confermata da alcuni piccoli buchi di plot.

L’importanza strategica

Octopath Traveler offre ai propri acquirenti uno squisito sistema di combattimento a turni, tipologia di combat system sempre meno presente nei giochi attuali.Octopath Traveler

Le battaglie (casuali, in perfetto stile SNES) non si limitano alla meccanica ripetizione del comando d’attacco, ma ruotano attorno alla ricerca del Dominio. Ogni nemico ha delle debolezze specifiche, siano esse verso qualche tipo di arma o di magia elementale. Sfruttare le falle dell’avversario vuol dire vedere ridotti i suoi punti difesa, segnalati da un’icona a forma di scudo presente accanto allo sprite del mostro. Una volta portati a zero le sue difese, inizierà la fase di Dominio, ovvero un paio di turni in cui il nostro avversario non attaccherà, subendo inoltre ingenti danni a causa dello stato confusionale in cui versa. È questo il momento in cui scatenare la Potenza. I Punti Potenza, che si ricaricano automaticamente di turno in turno, permettono di aumentare il numero di attacchi performabili durante una singola fase dell’assalto. Nel caso dei colpi fisici a base di bastoni, spade, lance, frecce, ascia e pugnali, grazie ai Punti Potenza sarà possibile centrare il bersaglio ben quattro volte durante lo stesso turno. Per le magie, invece, l’attacco sarà singolo, ma quadruplicato nella portata.
Abbiamo parlato prima dell’importanza attorno alla scelta del protagonista. Essendo questi insostituibile, è bene tenere a mente le diverse caratteristiche dei vari personaggi, visto che l’avatar scelto sarà sempre in campo. Chi vi si scrive ha optato per Cyrus, ritrovandosi così un mago nero tanto inefficace negli attacchi fisici quanto devastante con le magie elementali. Cyrus, inoltre, ha dalla sua un’altra abilità: può scoprire le debolezze degli avversari ad ogni incontro. Ciò significa che, fronteggiando due o tre volte lo stesso nemico con l’erudito in squadra, il cattivone non avrà più segreti per i giocatori. Anche gli altri eroi posseggono interessanti talenti, ispirati ai job dei personaggi: Primrose è di fatto il bardo, in grado di aumentare le statistiche dei propri compagni grazie ai poteri della danza; H’aanit può catturare le bestie per poi invocarle negli scontri successivi; Therion Tessa riescono a sgraffignare materiali utili dalle borse dei nemici, mentre Ophilia Cyrus sono capaci, grazie ai poteri della religione e della scienza medica, di curare i compagni in difficoltà. Olberic, infine, è il tank del gruppo, abile ad incassare i colpi in luogo dei commilitoni feriti.

Quasi tutti i personaggi possono usare due armi e qualche tipo di magia elementale, ma bisogna accettare il fatto che non esiste un party perfetto: ogni situazione di gioco richiederà un approccio differente, rendendo i combattimenti di Octopath Travelersempre tattici, galvanizzanti e intriganti. Questa varietà nel combat system permette di non annoiarsi mai in battaglia, cosa decisamente ben accetta visto la quantità di ore che gli utenti dovranno spendere con le spade fra le mani. Octopath Traveler, così come Bravely e il Final Fantasy VI a cui ogni pixel del gioco si ispira, richiede un consistente esercizio di farming, ossia l’accumulo di punti esperienza e di livelli fra una fase e l’altra dell’epopea. Se questa scelta era ammissibile negli anni 90 – bisognava in qualche modo allungare il brodo di giochi altrimenti troppo corti – è strano dover accettare nel 2018 di passare una serata di gameplay ad ammazzare intere schiere di mostri, pena l’impossibilità di avanzare in maniera tranquilla. Nel caso in cui decidiate di non farlo, sappiate che ci sarà da spendere lacrime, sudore e sangue durante gli scontri con i boss, sin da subito coriacei e molto resistenti, in perfetto stile JRPG.

Il successore spirituale di Final Fantasy VI

Octopath TravelerMasashi Takahashi ha affermato che Octopath Traveler, sul fronte del gameplay, è il successore spirituale di Final Fantasy VI: un paragone fortissimo che è servito soltanto a decuplicare l’entusiasmo dei possessori di Switch. Dobbiamo ammettere che le parole di Takahashi hanno stregato anche noi ma, dopo aver trascorso più di cinquanta ore in compagnia degli otto protagonisti, siamo giunti alla conclusione che effettivamente assomiglia moltissimo a World of Ruin, l’atto finale di Final Fantasy VI in cui gli eroi sono divisi e spetta al giocatore decidere chi reclutare prima di affrontare la battaglia decisiva: Octopath Traveler, in un certo senso, funziona nello stesso modo.

Le accortezze avute nel programmare l’illuminazione degli ambienti e la raffinatezza delle texture coprono elegantemente le carenze legate al numero di poligoni. Belli da vedere i modelli dei protagonisti, sebbene risultino animati meglio nelle fasi di esplorazione che in quelle di combattimento.

Merita una (grande) parentesi la colonna sonora. Scritta tenendo a mente i grandi classici del maestro Uematsu, la musica che accompagna il cast di Octopath Travelerè sognante, ricca e ispirata. Il gioco gira in maniera ottima su Switch sia con la console infilata nella dock station che in versione portatile. Non sfrutta alcuna delle caratteristiche specifiche dell’hardware, ma tutto sommato va bene così: Octopath Traveler è un gioco quasi ortodosso, e le feature riguardanti il move control o il touch screen non si sposano bene con questo tipo di produzioni.

Octopath TravelerVERDETTO – Octopath Traveler è un gioco che merita e riporta gioia e speranza agli amanti del genere. Se avete amato Final Fantasy VI o Chrono Trigger, questo bellissimo JRPG ha tutto il diritto (anzi quasi l’obbligo) di essere parte della vostra collezione. L’ultima fatica di Square Enix saprà offrire decine di ore di divertimento e scoperta, puntando la bussola ogni giorno verso una nuova direzione. Non lasciatevelo sfuggire.

Buono

  • Direzione artistica e colonna sonora sublimi
  • Parecchi contenuti prima e dopo la fine delle otto campagne
  • Ottimo sistema di combattimento

Insufficiente

  • Alcune scelte e soluzioni sono troppo rigide
9

Stupefacente

Appassionata di giochi di ruolo giapponesi, genere che ha scoperto grazie alla saga Final Fantasy e approfondito con i capolavori usciti negli ultimi anni, s’interessa al retrogaming, rigiocando vecchie glorie come Monkey Island, Prince of Persia o vecchi capolavori marchiati Nintendo. Antonella comincia il suo percorso giornalistico in Italia, lavorando con Gamerepublic, PS Mania e Pokémon Mania. Si trasferisce in Francia per studiare la programmazione web : grazie a questo percorso anomalo ecco che nasce Gamespeed.
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