[Recensione] Persona 4 Arena

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7.5

Buon gioco

7.4

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Persona 4 Arena è l’atteso sequel del pluripremiato RPG, e dobbiamo la sua creazione a Koch Media, l’azienda europea leader nella produzione e distribuzione di prodotti per l’intrattenimento digitale, e Zen United, consorzio di sviluppatori di videogiochi giapponesi e asiatici rivolti ai mercati europei, che hanno collaborato per la distribuzione del nuovo picchiaduro, ma rappresenta anche il risultato del lavoro di Arc System Works e ATLUS, che hanno dato vita a stupende grafiche 2D con design mozzafiato e ad un’incredibile modello narrativo. Persona 4, uscito in Italia il 17 maggio per Xbox 360 e PlayStation 3 per la gioia dei moltissimi fan dei giochi di ruolo e picchiaduro di vecchia scuola in perfetto stile giapponese, è stato elaborato dal team responsabile di Guilty Gear e BlazBlue.

Persona 4 Arena

Kanji si difende dal terribile Teddie.

Persona 4 Arena si distingue per una trama decisamente articolata, al contrario di quanto solitamente accade con altri esponenti del genere. Così prosegue la storia laddove l’avevamo lasciata con Persona 4 Golden, quarto episodio della serie : il titolo, che non è uno spin-off ma un vero e proprio seguito, vede protagonista Teddie, terrificante ed inquietante orsacchiotto, che ha organizzato uno show particolare chiamato “P-1 Grand Prix” dove partecipano i membri dell’Investigation Team. Questo show non è che l’insieme di incontri di combattimento ai quali si troveranno a prenderne parte i membri del team cercando, nel frattempo, di capire cosa si nasconda dietro una tale organizzazione. Ma entriamo nel vivo del gioco: innanzitutto troviamo una presentazione molto pulita, spoglia ed elegante, come d’altronde è lo stile giapponese.

Persona 4 Arena

Arma letale di Naoto.

Le sue principali caratteristiche sono i 13 personaggi giocabili, totalmente differenti in ciò che concerne combattimento, armi e personalità, che avranno la loro propria storia, un eccellente sistema di combattimento dove i giocatori si battono con i personaggi scelti in simultanea e la loro Persona, anche se si avrà la possibilità di lottare una sola volta, e uno story mode simile alla serie JRPG avente oltre 30 ore di gameplay che prosegue con gli eventi di Persona 4 Golden.

Persona 4 Arena

Sono presenti alcuni personaggi extra che possono essere sbloccati finendo le varie storymode.

Buon tutorial e avvincenti sfide vengono accompagnati da un intuitivo e semplice combo system che rende Persona 4 Arena uno dei più accessibili giochi di combattimento di questa generazione. Unica pecca potrebbe essere la poca linearità della story mode, lunga, difficoltosa ed intrecciata, con pochissimi combattimenti e molte scelte da prendere, che tende a confondere il neofita. Infatti per chi gioca a Persona Arena per la prima volta è consigliabile iniziare con l’Arcade o la modalità Versus. La forma di quest’ultime è caratterizzata dalle tipiche serie di combattimenti con dialoghi frammentari sospesi, quindi alla fine sarete per lo più impegnati a combattere in due o contro la CPU.

Persona 4 Arena

Nonostante a primo impatto sembrino docili e gentili, i nostri personaggi sono estremamente aggressivi!

LET’S ROCK!

La soundtrack invita ad immergersi negli elevati standard della scenografia proponendo un bel mix hard rock. Ottima la track “Reach Out to the Truth” che invoglia un combattimento estremo. Nel gioco è sempre presente la fusione musica-azione, come d’altronde in Guilty Gear e BlazBlue, proponendo grande varietà, dai vocalizzi epic (nel pannello dei protagonisti), all’hard rock. Buono anche il doppiaggio inglese nonostante i movimenti labiali decisamente irreali dei personaggi, e non male il sonoro durante i combattimenti.

Persona 4 Arena

Tremendo calcio in azione!

Buono

  • varietà dei personaggi
  • soundtrack
  • modalità di combattimento

Insufficiente

  • storymode eccessivamente ricca di dialoghi
7.5

Buon gioco

Appassionata di giochi di ruolo giapponesi, genere che ha scoperto grazie alla saga Final Fantasy e approfondito con i capolavori usciti negli ultimi anni, s’interessa al retrogaming, rigiocando vecchie glorie come Monkey Island, Prince of Persia o vecchi capolavori marchiati Nintendo. Antonella comincia il suo percorso giornalistico in Italia, lavorando con Gamerepublic, PS Mania e Pokémon Mania. Si trasferisce in Francia per studiare la programmazione web : grazie a questo percorso anomalo ecco che nasce Gamespeed.
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