[Recensione] Persona 5

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Persona 5 : un ottimo J-RPG in una Tokyo contemporanea

Anche se in Europa il gioco non possiede il fascino indiscusso di Final Fantasy o Dragon Quest, la serie Persona ha da sempre la sua carta da giocare nel mondo dei J-RPG. Grazie al suo universo cupo e uno stile assai singolare, il titolo di Atlus ha saputo coinvolgere i giocatori, e non è affatto improbabile che Persona 5 riesca a conquistare un pubblico più ampio, non solo nel Sol Levante.

Persona 5Persona 5 non è disponibile in italiano. Testo e voce sono disponibili in inglese

 

C’era una volta a Tokyo

La vita è spesso ingiusta, ed il protagonista principale di Persona 5 è l’incarnazione vivente di questo fatto spiacevole. Un adolescente taciturno, ma ben educato ed onesto, si trova accusato, a torto, di aver aggredito un politico quando invece non voleva che aiutare una giovane donna in pessime condizioni. Cacciato dalla sua scuola ed inviato in un’altra struttura predisposta alla reinserimento, il giovane si ritrova sotto la protezione del proprietario di un caffè, poco avvenente ma piuttosto paternale, in fondo in fondo.

Questo scenario ci permette d’identificare il nostro personaggio in questo universo, del tutto nuovo per lui, e di cominciare a spianare il terreno per ciò che sarà il gameplay, poiché bisognerà occuparsi delle faccende quotidiane in diversi modi.

L’arrivo in questa nuova scuola dominerà gran parte della nostra attività ludica. Non solo dovremo fare amicizia e stabilire delle affinità con un massimo di personaggi, ma bisognerà anche studiare ed evolvere da un punto di vista caratteriale, migliorando certe caratteristiche come la nostra conoscenza, fascino e coraggio. Potremo migliorare tutte questi elementi grazie alla lettura, ma anche grazie al lavoro (piccoli lavori serali che rapportano anche qualche soldino, in yen) e un paio di mini-giochi. Se in termini di gameplay, ci si trova un po’ più nella narrazione piuttosto che nel 100% giocabile, la gestione del nostro planning è tutta un’esperienza visto che spesso si avrà a che fare con le scadenze. Ad esempio, potremo avere un esame a breve e, allo stesso tempo, uno dei nostri amici vorrà farci divertire un po’ : quali scelte saranno le nostre scelte ?

Così, costruire relazioni con gli altri personaggi ci consente di accedere alle capacità o bonus importanti e allettanti tanto quanto lo studio, come ad esempio l’accesso agli oggetti con una maggiore capacità di rigenerazione o di competenze che favoriscono notevolmente le prestazioni di combattimento. Meglio ancora, alcune relazioni possono evolvere in una storia d’amore, con una narrazione raffinata ed intelligente. A parte qualche cliché, i personaggi hanno tutti una certa profondità e gli argomenti trattati sono maturi e, talvolta, abbastanza cupi. Anzi, sono proprio i sentimenti più repressi che possono avere gli esseri umani che sono il cuore pulsante di Persona 5, un qualcosa che si sente in tutta la struttura del gioco, anche nei combattimenti.

 

L’altro mondo

Persona 5Anche se la vita del liceo ha i suoi lati positivi, stiamo ancora parlando di J-RPG, perciò dovremo abbandonare la nostra Tokyo contemporanea per andare alla scoperta di un universo parallelo, in un regno di terrore. Rapidamente in questa avventura, si scopre l’esistenza dei Palaces, luoghi che rappresentano la psiche di un personaggio del mondo reale. Bisogna vedere questi dungeon come le immagini dei pensieri più nascosti (e spesso più oscuri) dei diversi protagonisti incontrati nel corso dell’avventura. In altre parole, a seconda dei casi, non è un bello spettacolo : tra urla, torture e altri elementi a volte sovversivi, si capisce che questi luoghi non sono per niente accoglienti.

In questi Palaces, incontreremo regolarmente dei Gardiens, che ci costringeranno a nasconderci per infiltrarci discretamente. Facendoci scoprire, faremo salire un « misuratore di ricerca » :  una volta raggiunto il 100% verremo espulsi dal Palace. L’infiltrazione si rivela piuttosto semplice e talvolta barbosa, con un sistema di copertura scomodo da usare – fortunatamente la maggior parte dell’azione si concentrerà su piccoli enigmi più o meno complessi. La cosa positiva è che è possibile esplorare i Palaces più volte, potendo salvare la partita nelle safe rooms. Una volta (quasi) terminata l’energia, bisognerà andare a casa per riposarsi e tornare soltanto dopo aver migliorato le prestazioni del personaggio. Il gioco propone di gestire il proprio tempo a piacimento, sapendo che ovviamente ci sono certe date di scadenza da rispettare. L’unico punto negativo risiede nell’architettura dei Palaces che si rivela abbastanza ordinaria, ciò che ha necessariamente un impatto negativo sulle fasi di esplorazione.

Al di fuori dai Palaces potremo trovare dei dungeon opzionali nel corso dell’avventura. Questi ultimi saranno costruiti casualmente e saranno utilizzati innanzitutto per migliorare le capacità dei personaggi.

 

I combattimenti

Ovviamente, non abbiamo ancora parlato di un elemento importante di Persona 5, i combattimenti. Anche se si può evitare la maggior parte dei Gardiens, gli scontri sono talvolta inevitabili. Ci ritroviamo in un gioco strategico a turni relativamente convenzionale nel suo design, ma strettamente legato a Shin Megami Tensei. Grazie alla persona, possiamo accedere alle capacità di attacchi elementari e delle alterazioni di stato. Se si colpisce un punto debole dell’avversario, si mette K.O. e si ottiene un altro giro, e si può fare più volte. Nonostante il suo lato di gioco strategico a turni, il sistema è molto più dinamico, ad esempio si ha la possibilità di passare il turno ad un compagno di squadra dopo aver atterrato il nemico. Ma attenzione, gli avversari possono fare la stessa cosa, fino a prendere in ostaggio i nostri alleati per chiedere un riscatto !

La presa di ostaggi ha tutta un’altra dimensione quando è il nostro gruppo che lo fa. Oltre alle richieste di riscatto e di oggetti, si può convincere il nemico a raggiungere il gruppo e diventare egli stesso una Persona a seguito di una piccola discussione informale a scelte multiple. Anche se la personalità del nemico può essere un buon indicatore per avere un’idea delle risposte da dare, non è sempre facile non dire qualcosa di stupido e quindi vedere il nemico alzarsi per attaccarci immediatamente. In ogni caso, questi piccoli dialoghi sono piuttosto divertenti anche se tendono ad essere ridondanti. Per concludere, bisognerà porre fine ai combattimenti, da notare che sono abbastanza complicati, come è consuetudine nella serie. E’ una buona cosa, senza dubbio, ma a volte la sfida è sbilanciata, mettendoci improvvisamente di fronte ad un nemico impossibile da battere senza preavviso ! Piccola parentesi : non dimenticate di salvare la partita, potreste pentirvene amaramente …

 

L’universo Persona

Non è affatto sorprende che questo opus non ignori il Velvet Room, dove l’inquietante Igor ci permetterà di creare dei nuovi Persona con un sistema di fusione. Mentre la maggior parte delle fusioni diventano dei Persona che si possono anche incontrare (e recuperare) nei combattimenti, certe ci consentono anche di ottenere delle abilità di demoni utilizzati, permettendoci di personalizzare la nostra line up. A seconda di come si unisce la persona, si possono anche ottenere vari bonus piacevoli da scoprire. Come sempre, il sistema è particolarmente completo e permissivo, senza mai eccedere, soprattutto grazie alle limitazioni imposte non è possibile creare un personaggio con un livello superiore a quello del protagonista.

Infine, se il gameplay Persona 5 è efficace, è tutto il suo universo che ne trae la sua forza. Rapidamente, ci si sente integrati in questo mondo così diverso, scegliendo da soli i rapporti che si hanno con i personaggi. Passeggiando per le sale della nostra scuola, si potranno ascoltare qualche rumors che hanno più o meno importanza. Allora si dà vita a delle idee per nuove attività o a riconsiderare i nostri piani per alcuni NPC. A questo proposito, Persona 5 offre delle dinamiche simili a quelle di Thieve’s Guild. Nel mondo reale del gioco in qualsiasi momento si ha accesso a una tabella che elenca di giorno in giorno le attività degli altri giocatori. Persona 5Ciò che è abbastanza pratico per ricordarsi di fare certe cose, come ottenere un buon lavoro o parlare con una persona specifica.

Ma questo universo non è soltanto composto dalla densità del gameplay, ma anche dall’ambientazione del gioco creato da Atlus. Passeggiando per Shibuya, nella metropolitana, nella scuola o in una piccola zona residenziale, si sente che gli sviluppatori controllano la situazione, permettendoci di credere di essere in Tokyo stessa. Realistico, facendoci immergere nel suo mondo, Persona 5 è davvero un’altra vita, e questo è esattamente ciò che ci si aspettava da questo titolo. Non importa se tecnicamente non è allo stesso livello di un Final Fantasy : i suoi menu stilizzati Comics accompagnati da una colonna sonora jazz di ottima qualità rendono questo J-RPG unico nel suo genere. Persona 5 ha la sua propria identità, questo è poco ma sicuro !

 

Conclusione

Persona 5 è davvero l’eccellente J-RPG che ci aspettavamo. Sotto il suo stile comico unico, si nasconde una profondità narrativa vera e propria, offrendo due gameplay totalmente opposti : il classico J-RPG e la gestione delle scuole superiori e della vita sociale. Seguire il piccolo calendario, riuscire a combinare i due e cercare di fare la scelta giusta è esilarante, divertente e coinvolgente. Certo, Persona 5 non è esente da difetti e l’esplorazione dei dungeon (Palaces) può rivelarsi molto spesso faticoso, ma la storia è cosi coinvolgente al punto che sarà difficile smettere di giocare, soprattutto grazie a una colonna sonora di ottima qualità !

Buono

  • Gestione della vita sociale
  • I temi abordati, molto maturi
  • Un BO eccellente
  • Lo stile comics marcato
  • Dei combattimenti tattici abbastanza complicati
  • Il principio teorico dei Palaces
  • 60 ore di gioco

Insufficiente

  • Open World poco presente
  • Inizio del gioco abbastanza lungo
  • L’esplorazione dei dungeon da rivedere
  • La difficoltà è mal equilibrata e tende a un leveling forzato
8

Grande

Appassionata di giochi di ruolo giapponesi, genere che ha scoperto grazie alla saga Final Fantasy e approfondito con i capolavori usciti negli ultimi anni, s’interessa al retrogaming, rigiocando vecchie glorie come Monkey Island, Prince of Persia o vecchi capolavori marchiati Nintendo. Antonella comincia il suo percorso giornalistico in Italia, lavorando con Gamerepublic, PS Mania e Pokémon Mania. Si trasferisce in Francia per studiare la programmazione web : grazie a questo percorso anomalo ecco che nasce Gamespeed.
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