Telltale, chiusura confermata: nessun profitto per la compagnia

Stranger Things

Arriva la conferma della chiusura di Telltale a breve distanza dalle prime voci di corridoio sul drastico taglio di personale.

In un comunicato stampa, Telltale Games riferisce di aver preso la “difficile decisione di iniziare una chiusura di gran parte dello studio dopo un anno segnato da difficoltà insormontabili“. Nel messaggio vengono confermati i licenziamenti in massa e il fatto che l’organico è stato ridotto a soli 25 impiegati, necessari per portare a termine i compiti già in corso. “È stato un anno incredibilmente difficile per Telltale mentre cercavamo di portare la compagnia su un nuovo percorso“, ha scritto il CEO, Pete Hawley, in queste ore. “Sfortunatamente, abbiamo finito il tempo concessoci per raggiungere lo scopo. Abbiamo pubblicato alcuni dei nostri migliori contenuti quest’anno e ricevuto feedback largamente positivi ma alla fine, tutto questo non si è tradotto in vendite. Con grande dolore, vediamo i nostri amici lasciarci oggi per diffondere la nostra cultura della narrazione in tutta l’industria videoludica“.

L’utente Twitter Joe Parlock sembra particolarmente informato dei fatti e ha riportato diverse informazioni online in queste ore. Si parla del fatto che i dipendenti sono stati avvertiti solo oggi del licenziamento e che non accederanno a forme di buonuscita perché la compagnia si trova in bancarotta, dunque una situazione peggiore rispetto alla prima mandata di licenziamenti. Sembra che anche la divisione publishing sia destinata a chiudere, dunque non è chiaro il destino dei giochi esterni pubblicati dall’etichetta. Pare inoltre che solo la prima stagione di The Walking Dead abbia portato dei profitti positivi, tutte le altre produzioni sono state piuttosto negative in termini economici. In particolare, Batman: The Enemy Within è stato un flop particolarmente duro per le finanze della compagnia.

La crisi di Telltale si era già manifestata in maniera pesante durante la scorsa primavera, quando l’accordo con Netflix che sarebbe stato salvifico sul fronte economico non è andato in porto.

Appassionata di giochi di ruolo giapponesi, genere che ha scoperto grazie alla saga Final Fantasy e approfondito con i capolavori usciti negli ultimi anni, s’interessa al retrogaming, rigiocando vecchie glorie come Monkey Island, Prince of Persia o vecchi capolavori marchiati Nintendo. Antonella comincia il suo percorso giornalistico in Italia, lavorando con Gamerepublic, PS Mania e Pokémon Mania. Si trasferisce in Francia per studiare la programmazione web : grazie a questo percorso anomalo ecco che nasce Gamespeed.
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1 Commento

  1. Veramente una brutta notizia, facevano giochi particolari e a me personalmente piacevano molto.

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