Recensione

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9.5

Stupefacente

The Last of Us, un titolo che ha cambiato la storia dei videogames. Il titolo di Naughty Dog si presenta con una grafica ed una storyline del tutto nuove, ricche di colpi di scena e idee rivoluzionarie. Il gioco riprende comunque i classici temi dei survival horror zombie a sfondo post-apocalittico quali ad esempio Resident Evil o Silent Hill e si, per certi versi la storia inizia similmente alla famosa serie tv The Walking Dead (il titolo aveva fatto il suo debutto con uno spot televisivo nell’ultima puntata della serie).

Che la storia abbia inizio

La trama è ambientata negli Stati Uniti, dove i sopravvissuti vivono in quarantena, vent’anni dopo una devastatane pandemia che ha sterminato la popolazione e decimato la popolazione. Così le città si autogovernano per cercare di sfuggire all’infezione o, in alternativa, c’è chi preferisce vivere nel mondo esterno raggruppati in organizzazioni di bande vaganti, uccidendosi a vicenda per ottenere cibo ed ami. I due protagonisti sono del tutto atipici e differenti dai classici eroi che si trovano nei film o nei giochi, anzi, si potrebbero definire, per certi versi, degli antieroi. Joel è un uomo burbero e solitario che lavora nel mercato nero e vive con una strana filosofia, quella di vivere alla giornata, ma con la consapevolezza che da un giorno all’altro potrebbe morire. Ellie invece non è che una ragazzina, che, a differenza dell’uomo, non ha mai conosciuto la vita prima della pandemia perché nata e cresciuta nelle zone di quarantena. La storia avrà inizio quando Joel accetterà d’intraprendere un viaggio per accompagnare la giovane in un luogo molto lontano e remoto per incontrare un gruppo della resistenza noto con il nome di “Fireflies”. Durante il corso degli eventi il viaggio si farà molto più duro e complesso di quello che ci si aspetterebbe e, partendo da Boston, ci permetterà di attraversare diversi stati di quelli che furono gli USA: Massachusetts, Utah, Colorado, il tutto in un mondo ostile in cui la discesa verso l’amoralità è ormai all’ordine del giorno. Si tratta di un gioco survival action che ha alle spalle uno sviluppo di ben tre anni e mezzo di lavoro e che dovrebbe esser nato da un’idea proveniente da Uncharted 2 riguardante un personaggio che parla una lingua diversa con serie difficoltà nel farsi comprendere, trovandosi ad affrontare una situazione imprevista ed articolata.

 

Obiettivo sopravvivenza

L’esperimento di The Last of Us si basa sull’idea di creare scenari sorprendenti e vedere come reagiscono i personaggi sotto pressione in ambienti diversi. Difatti il gameplay ha una forza narrativa che non è da sottovalutare: sembrerà di vivere una vera e propria avventura impersonando in tutto e per tutto i protagonisti del gioco. Così gameplay e trama sono mixati perfettamente fra di loro evidenziando la necessità di sopravvivenza abbinate al ritmo di gioco tipico di Naughty Dog. Il crafting assume invece un ruolo molto importante poiché sarà proprio grazie alla combinazione di oggetti vari che si avrà la possibilità di sopravvivere.

The Last of Us

“Naughty Dog ha fatto tesoro dell’insegnamento di Among Thieves, proponendo un multigiocatore solido ma non eccessivamente carico, con un suo carattere preciso, ben strutturato e capace di incentivare gli utenti almeno a superare le “12 settimane” necessarie per sviluppare la propria comunità”

Sono ben due gli episodi presenti: Lincoln, dove Joel ed Ellie sono alla ricerca dell’amico Bill, e Pittsburg, dove i due seguiranno la città per trovare una pista che li porterà ad ovest. Ed ecco la prima scena: una foresta ben strutturata grazie al Naughty Dog Engine che permette di muoversi in modo naturale e realistico. Si dovranno assumere le vesti di Joel, mentre Ellie sarà di supporto ed aiuterà come potrà, rivelandosi più di una volta essenziale per la sopravvivenza del particolare team. Mentre nella mappa di Lincoln vi è un determinato tipo di nemico, in Pittsburgh si troveranno avversari molto più ostici, degli umani noti come Hunters. L’episodio si apre con una lunga cut scene che mostra Joel alla guida di una macchina, sempre affiancato dalla bimba. Questa mappa è più breve ma si presenta fin da subito colma di adrenalina pura: si avrà giusto il tempo di entrare nella città che un uomo ferito chiederà aiuto. In ogni caso il pericolo di viaggiare in zone contaminate e piegate dallo sciacallaggio, i due dovranno poi affrontare i Ticker, ossia gli esseri umani vittime del contagio il cui aspetto è ormai irrimediabilmente deformato. Aggressivi, rapidi e letali, i ticker saranno una spina nel
fianco per gran parte dell’avventura, lasciando il giocatore in un costante senso di pericolo e inadeguatezza.

Una piccola parentesi va invece dedicata alla colonna sonora ufficiale, composta dall’argentino Gustavo Santaolalla. Il musicista, due volte vincitore dell’Oscar alla migliore colonna sonora (nel 2006 per I segreti di Brokeback Mountain e nel 2007 per Babel) non aveva mai lavorato nell’ambito dei videogiochi ma il caso vuole che la sua musica risulti essenziale per la riuscita del titolo. La soundtrack di The Last of us parte con moderazione, lasciando la parte principale micro virtuosistica alla chitarra. In realtà non c’è un vero e proprio sviluppo. Il ridondante ritornello, caratterizzato dalla scala minore armonica discendente, provoca un allarme di campanello all’orecchio dell’ascoltatore profano, incrementando il forte alone di mistero del gioco.

Invece il lavoro grafico degli scenari è pura poesia, i personaggi sono molto curati e si muovono con estrema naturalezza. Un pegno di lode va all’IA dei nemici ma soprattutto a quella degli Hunters che è minuziosamente curata rivelandosi incredibilmente impegnativa.

Ottimo anche il ritmo che il team di Naughty Dog ha dato alla storia alternando momenti riflessivi con emozioni adrenaliniche in un mondo dove l’esperienza complessiva di 15 ore è basata sull’esplorazione, circospezione e ponderatezza nell’approcciarsi alle situazioni che il gioco. L’obiettivo primario è ovviamente quello di sopravvivere anche se non sarà per niente facile.

The Last of Us

Quello di The Last of Us è un mondo senza più speranza. L’umanità è spacciata, distrutta da un’infezione virulenta e brutale: un nuovo ceppo di funghi parassiti, i Cordyceps, che si diffonde nell’aria attraverso una nuvola leggera di spore letali: uno sbuffo, un alito dolce di particelle minuscole.

The Last of Us è un survival game puro, come mai ce ne saremmo aspettati da chi, proprio con Uncharted, ci aveva abituato a dimenticare ogni forma di razionamento di armi e viveri; è un titolo che mette al centro dell’attenzione del giocatore l’uomo comune. In conclusione è un degno successore della serie Uncharted e grazie alla sua elaborata struttura tecnica e caratteriale si presenta come il primo titolo degno di lode che ha portato la fase transitoria per l’avvento della PlayStation 4.

Buono

  • Lavoro di miglioramento tecnico eccellente
  • Il gioco rimane eccezionale anche dopo 5 anni
  • Gran mole di contenuti, compresi Left Behind e le mappe multiplayer aggiuntive

Insufficiente

  • Non sono stati risolti alcuni problemi di intelligenza artificiale
9.5

Stupefacente

Appassionata di giochi di ruolo giapponesi, genere che ha scoperto grazie alla saga Final Fantasy e approfondito con i capolavori usciti negli ultimi anni, s’interessa al retrogaming, rigiocando vecchie glorie come Monkey Island, Prince of Persia o vecchi capolavori marchiati Nintendo. Antonella comincia il suo percorso giornalistico in Italia, lavorando con Gamerepublic, PS Mania e Pokémon Mania. Si trasferisce in Francia per studiare la programmazione web : grazie a questo percorso anomalo ecco che nasce Gamespeed.
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